05 luglio 2009

La vittoria di Roberto Cenni a Prato

La manifestazione di questo inverno a Prato.

Alle elezioni amministrative 2009, capito perché ha vinto il candidato PDL?

26 giugno 2009

Leon Krier sul quartiere di Novoli

L'intervista di Leon Krier sullo scempio del suo progetto di Novoli a Firenze.

08 giugno 2009

Elezioni europee 2009

Alcuni commenti a caldo:

- dov'é il popolo comunista? Non vota, non vota più?
- finalmente si sente parlare di "congresso" nel PD...
- Umbria rossa ancora per poco...

Vediamo il resto.


Technorati tags: elezioni europee

30 maggio 2009

Elezioni 2009

Un po' sottotono queste elezioni.
Pochi spunti interessanti.

Vediamo a Firenze come finisce...

30 aprile 2009

Vediamo...

Sto facendo una prova.

Invio un post per mail.

;-)

10 marzo 2009

Le dichiarazioni di Beppino Englaro

Beppino Englaro, non aveva detto che voleva stare zitto e lasciato in pace?

Mi sembra faccia una dichiarazione a settimana...

:-(

23 febbraio 2009

La gestione delle primarie PD

Da un intervista di Matteo Renzi al Corriere Fiorentino riguardo all'elezione di Franceschini a segretario PD:
[..] Non si sono fatte le primarie perchè piacciono «finchè le puoi gestire», quando si scopre che «non sempre vincono gli aficionados del gruppo dirigente, allora si comincia a dubitarne».

In politica ci vuole coraggio. [..]
.
Ampia libertà finchè occorreva eleggera Prodi o Veltroni poi, se occorreva "scegliere" sul serio ecco 10 se, 100 ma, 1000 forse...

18 febbraio 2009

Risultati delle primarie PD a Firenze


I risultati dele elezioni primarie PD a Firenze per la scelta del candidato sindaco ale prossime elezioni amministrative:

Lapo Pistelli - 10031 voti - 26,91%
Michele Ventura - 4653 voti - 12,48%
Matteo Renzi - 15104 voti - 40,52%
Daniela Lastri - 5436 voti - 14,59%
Eros Cruccolini - 2047 voti - 5,49%

Voti validi - 37271 - sezioni 55 su 55.

Le solite riflessioni:

- gli ex-DS a Firenze hanno preso il 27% (dove sono gli ex-DS?);
- D'Alema manda il suo uomo (Ventura) per raccattare un misero 12%;
- Veltroni perde col suo uomo (Pistelli);
- lo sceriffo Cioni dove ha messo i suoi voti?
- Firenze come Bologna con Guazzaloca?

...tra l'altro il PD ha perso anche al Regione Sardegna.

16 febbraio 2009

Matteo Renzi vince le primarie PD

Matteo Renzi vince a man bassa le primarie PD per le elezioni amministrative al Comune di Firenze.

Alcune riflessioni:

- dove sono i DS a Firenze?
- Lapo Pistelli si rivela ancora una volta "l'uomo avviato a fare goal che fa palo";
- lo sceriffo Cioni dove ha indirizzato le sue migliaia di voti?
- se il centrodestra fosse interessato a vincere, cosa che non credo, potrebbe vincere.

15 febbraio 2009

Primarie PD a Firenze


Siamo in attesa di conoscere il candidato PD alle prossime elezioni amministrative di Firenze.

21 gennaio 2009

Il discorso del presidente Obama


Il discorso del neopresidente Barak Obama dopo il giuramento.

Miei concittadini. Sono qui oggi, di fronte a voi, con umiltà per l’incarico, grato per la fiducia che mi avete riconosciuto, conscio dei sacrifici sostenuti dai nostri antenati. Io ringrazio il presidente George W. Bush per il suo servizio alla nostra nazione, così come per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante il periodo di transizione. Quarantaquattro americani hanno giurato come presidenti. Le parole sono state pronunciate durante periodi di prosperità e in tranquille acque di pace. Ancora, spesso il giuramento è stato pronunciato in mezzo a nuvole che si ammassano e tempeste furiose. In questi tempi, l’America è andata avanti non semplicemente per le capacità di visione di chi comanda, ma perché noi, i cittadini, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri padri, e legati ai documenti su cui si fonda la nostra nazione [la Costituzione, ndt]. Così è stato. Così deve essere con questa generazione di americani. Che in questo momento ci troviamo nel mezzo di una crisi è ben chiaro a tutti. La nostra nazione è in guerra, contro un sistema di larga portata di violenza e odio. La nostra economia è duramente indebolita, una conseguenza dell’avidità e dell’irresponsabilità di alcuni, ma anche del nostro fallimento collettivo nel compiere scelte difficili e preparare la nazione a una nuova era. Le case sono state perse; lavori tagliati; imprese chiuse. La nostra spesa sanitaria è troppo costosa; nelle nostre scuole molti sono bocciati; e ogni giorno aggiunge ulteriore prova che i modi in cui sfruttiamo l’energia rafforzano i nostri avversari e minacciano il nostro pianeta.

Abbiamo scelto la speranza sulla paura, uniti per uno scopo contro il conflitto e la discordia.


Questi sono indicatori di crisi, soggetti ad analisi e statistiche. Meno misurabile ma non meno profonda è un indebolimento di fiducia che attraversa la nazione – una paura tormentosa – fastidiosa che il declino dell’America sia inevitabile, e che la prossima generazione dovrà ridurre le proprie mire.
Oggi vi dico che le sfide che affrontiamo sono reali. Sono serie e sono molte. Non saranno risolte facilmente o in un breve arco di tempo. Ma sappi questo, America – saranno risolte.
In questo giorno, ci siamo riuniti perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, unità di intenti contro il conflitto e la discordia. In questo giorno, siamo qui per proclamare la fine dei lamenti insignificanti e delle false promesse, le recriminazioni e i dogmi svuotati di ogni significato, che per troppo tempo hanno strangolato i nostri politici.


Siamo una nazione giovane, ma nelle parole delle scritture, è venuto il tempo per mettere da parte gli infantilismi. È venuto il tempo per riaffermare il nostro spirito tollerante; di scegliere la nostra storia migliore; di portare avanti quel dono prezioso, quella nobile idea, tramandata da generazioni a generazioni: le promesse venute da Dio che siamo tutti uguali, tutti liberi, e che tutti meritiamo una possibilità di aspirare alla giusta quantità di felicità.
Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, noi comprendiamo che la grandezza non è mai qualcosa di scontato. Deve essere guadagnato. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie o accontentarci di meno. Non è stato un percorso per i pavidi – per coloro che preferiscono il divertimento al lavoro, o ricercano solo il piacere della ricchezza e della gloria. Piuttosto, è stato il percorso per i coraggiosi, per chi agisce, per chi costruisce cose – alcuni celebri, ma più spesso uomini e donne non noti nel loro lavoro, che ci hanno condotti per la via lunga, dura verso la prosperità e la libertà.


Per noi, loro hanno impacchettato i pochi averi che possedevano e hanno viaggiato attraverso gli oceani in cerca di una nuova vita.
Per noi, hanno lavorato duramente in posti dove li sfruttavano e si sono sistemati nell’ovest; hanno sopportato il morso della frusta e hanno arato la terra arida.
Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord [la rivolta delle tredici colonie contro gli inglesi e la seguente battaglia del 1775, ndt] e Gettysburg [1/3 luglio 1863, la battaglia vinta dagli unionisti contro i confederati durante la guerra di secessione americana, ndt]; in Normandia [lo sbarco delle truppe alleate in Francia il 6 giugno 1944, durante la Seconda guerra mondiale, contro i tedeschi, ndt] e a Keh Sahn [in Vietnam, nell’aprile del 1968]. [tutte queste battaglie citate da Obama, sebbene abbiano avuto un alto tributo di vittime, sono state vinte dagli americani, prima insieme contro gli inglesi, contro i sudisti, contro i nazisti e contro i vietnamiti, ndt].
Tante volte questi uomini e donne hanno combattuto e si sono sacrificati e hanno lavorato fino a che le loro mani erano scorticate perché noi potessimo vivere una vita migliore. Loro hanno visto che l’America era più importante della somma delle ambizioni individuali; più grande di tutte le differenze di nascita, di ceto o di fazione.

Lo stato dell’economia ci chiama all’azione, audaci e rapidi.

Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione più ricca, più potente sulla terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi di quando la crisi economica è iniziata. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non sono meno utili di quanto fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l’anno scorso. La nostra capacità produttiva non è sminuita. Ma il momento di essere serviti, di proteggere i piccoli interessi e rimandare le decisioni difficili – quel tempo è passato sicuramente. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, ripulirci dalla polvere e iniziare di nuovo il lavoro di ricostruire l’America.

Perché ovunque noi guardiamo, c’è lavoro da fare. Lo stato dell’economia ci chiama all’azione, coraggiosi e rapidi, e noi agiremo – non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per porre le fondamenta della crescita. Noi costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che nutrono il nostro commercio e ci uniscono. Noi ridaremo alla scienza il suo posto, e maneggeremo le meraviglie della tecnologia per migliorare la qualità delle cure sanitarie e abbassarne i costi. Noi imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per far andare le nostre macchine e alimentare le nostre industrie. E trasformeremo le nostre scuole e i nostri college e le nostre università per andare incontro alle richieste degli anni che verranno. Tutto questo lo possiamo fare. E tutto questo faremo.

Ci sono alcuni che mettono in dubbio la portata delle nostre ambizioni – che suggeriscono che il nostro sistema non può tollerare piani troppo grandiosi La loro memoria è corta. Perché hanno dimenticato ciò che questo paese ha già fatto; cosa uomini e donne libere che possono ottenere quando la loro immaginazione si unisce in uno scopo comune, e la necessità al coraggio.


Noi rifiutiamo come falsa la scelta tra la nostra salvezza e i nostri ideali.
Quello che i cinici non capiscono è che la terra si è mossa sotto di loro – che le stantie discussioni politiche che ci hanno consumato per così a lungo non si possono più applicare.
La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona – se aiuta le famiglie a trovare un lavoro con un salario decente, cure che possono permettersi, una pensione dignitosa. Se la risposta è sì, allora vogliamo andare avanti. Se la risposta è no, i piani finiscono. E coloro, tra noi, che gestiscono i soldi pubblici dovranno renderne conto – a spendere con saggezza, correggere le abitudini sbagliate, e che gestiscano i nostri soldi alla luce del sole – perché solo allora noi potremmo ristabilire la fiducia vitale tra i cittadini e il loro governo.

Né è la domanda davanti a noi è se il mercato sia una forza di bene o male. Il suo potere di generare benessere e ampliare la libertà è senza pari, ma questa crisi ci ha ricordato che senza un occhio attento, il mercato può uscire dal controllo – che una nazione non può prosperare a lungo quando favorisce solo i benestanti. Il successo della nostra economia è sempre dipeso non solo dal totale del nostro Pil, ma dal raggiungimento del benessere; sull’abilità di estendere le opportunità a ogni cuore generoso – non per carità, ma perché è la via più sicure al nostro bene comune.

Per quanto riguarda la nostra difesa, noi rifiutiamo come falsa la scelta tra la nostra sicurezza e i nostri ideali. I nostri padri fondatori, che hanno affrontato perigli che noi difficilmente possiamo immaginare, hanno steso una Carta che assicurasse le regole della legge e dei diritti dell’uomo, una carta che è stata ampliata con il sangue versato da generazioni. Questi ideali brillano ancora nel mondo, e non ci rinunceremo per convenienza. E quindi, a tutte le altre persone e agli altri governi che ci stanno guardando oggi, dalle più grandi capitali fino al piccolo villaggio dove mio padre è nato: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambini, che cerca un futuro di pace e dignità, e noi siamo pronti a prendere la guida ancora una volta.

Noi non ci scuseremo per il nostro stile di vita, e non esiteremo nel difenderlo.

Ricordiamoci che le generazioni precedenti hanno affrontato il fascismo e il comunismo non solo con missili e carri armati, ma con le alleanze forti e con convinzioni durature. Hanno capito che il nostro potere da solo non poteva proteggerci, né ci dà la possibilità di agire come preferiamo. Invece, sapevano che il nostro potere cresce quando se ne fa un uso prudente; la nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forze del nostro esempio, dalle qualità moderate di umiltà e moderazione.

Noi siamo i custodi della nostra eredità. Guidati da questi principi ancora una volta, possiamo affrontare nuove minacce che richiedono sforzi sempre maggiori – e maggiore cooperazione e comprensione tra le nazioni. Inizieremo in maniera responsabile a lasciare l’Iraq al suo popolo, e costruire una pace pagata duramente in Afghanistan. Con vecchi alleati ed ex nemici, lavoreremo instancabilmente per diminuire la minaccia nucleare, e allontanare lo spettro di un pianeta surriscaldato. Non ci scuseremo per il nostro modo di vivere, che non esiteremo a difendere, e a coloro che cercano di ottenere i loro scopi con il terrore e il massacro di persone innocenti, diciamo che il nostro spirito è più forte e non potrà essere spezzato. Non riuscirete a sopravviverci, e noi vi sconfiggeremo.


Sappiamo che il nostro retaggio multiforme è una forza, non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e indù – e non credenti. Noi siamo formati da ogni lingua e cultura, portata qui da ogni angolo della terra; e visto che conosciamo l’amaro calice della guerra civile e della segregazione, e siamo usciti dalle tenebre più forti e più uniti, non possiamo far altro che credere che i vecchi odi un giorno scompariranno; che i confini delle tribù un giorno scompariranno; che mentre il mondo diventa più piccolo, la nostra umanità comune verrà alla luce; e che l’America giocherà il suo ruolo nell’accogliere una nuova era di pace.

Al mondo mussulmano: cerchiamo una nuova via di progresso, basato sull’interesse comune e sul reciproco rispetto. A quei leader del mondo che cercano di seminare il conflitto, o scaricare sull’Occidente la colpa dei mali della loro società: sappiate che il vostro popolo vi giudicherà per quello che costruirete, non per quello che distruggerete. A coloro i quali si aggrappano al potere attraverso la corruzione e all’inganno e alla repressione del dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che noi vi tenderemo una mano se voi sarete disposti ad aprire il vostro pugno.

Ai cittadini dei paesi poveri: noi ci vogliamo impegnare con voi per fare funzionare le vostre fattorie e far scorrere acqua pulite; per nutrire i corpi e le menti affamate. E alle nazioni come la nostra, che godono di una relativa abbondanza, noi diciamo che non possiamo più permetterci di essere indifferenti a chi soffre fuori dai nostri confini: né che possiamo consumare le risorse del pianeta senza pensare alle conseguenze. Perché il mondo è cambiato, e noi dobbiamo cambiare con lui.

Guardando la strada che si snoda davanti a noi, ricordiamo con umile gratitudine questi coraggiosi americani che, proprio in questo momento, pattugliano deserti e montagne lontane. Hanno qualcosa da dirci, così come gli eroi caduti che riposano ad Arlington [cimitero militare americano, fondato durante la guerra di secessione, e dove sono sepolti tutti i veterani delle guerre statunitensi, ndt] ci sussurrano attraverso gli anni. Noi gli rendiamo onore non solo perché sono i custodi della nostra libertà, ma perché rappresentano lo spirito di servizio; la volontà di trovare un significato in qualcosa di più grande di loro stessi. Eppure, in questo momento – un momento che segnerà una generazione – è esattamente questo spirito che deve animarci tutti quanti.


Per quanto il governo possa e debba fare, in definitiva sono la fede e la determinazione dei cittadini americani [la base] su cui poggia questo paese. È la gentilezza nell’accogliere uno straniero quando le dighe si rompono, l’altruismo degli operai che preferiscono lavorare meno piuttosto che vedere un collega perdere il lavoro, quello che ci guida nelle ore più buie. È il coraggio del pompiere di affrontare una scala piena di fumo, ma anche la prontezza di un genitore a curare un bambino, che in ultima analisi decide del nostro destino.

Le nostre sfide possono essere nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo possono essere nuovi. Ma quei valori dai quail dipende il nostro successo – l’onestà e il lavoro duro, il coraggio e il gioco corretto, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo – questi concetti sono antichi. Queste cose sono vere. Sono state la forza silenziosa del progresso attraverso la storia. Quello che ci viene chiesto è un ritorno a queste verità.
Quello che ci è richiesto è una nuova era di responsabilità – un riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo doveri verso noi stesso, verso la nostra nazione, e verso il mondo, doveri che non accettiamo a malincuore ma che affrontiamo con gioia, fermi nel sapere che non esiste nulla di così soddisfacente per lo spirito, così tipico della nostra anima, che dare tutto per un compito difficile.

Questo è il prezzo e la promessa dei cittadini.
Questa è la fonte della nostra fiducia – la nozione che Dio ci chiama a forgiare, a definire un destino incerto.
Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo – il perché uomini e donne e bambini di ogni razza e ogni fede possono unirsi in una celebrazione in questo splendido viale, e perché un uomo il cui padre, meno di 60 anni fa, non avrebbe potuto essere servito al ristorante, oggi può stare di fronte a voi e pronunciare il sacro giuramento.

Quindi segniamo questo giorno con il ricordo di chi siamo e di quanto abbiamo viaggiato. Nell’anno della nascita dell’America, nel più freddo dei mesi, un piccolo gruppo di patrioti si affollava vicino a fuochi quasi spenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata con il sangue. Nel momento in cui l’esito della nostra rivoluzione era in dubbio, il padre della nostra nazione ordinò che queste parole fossero lette al popolo: “Che si dica al mondo futuro… che nel profondo inverno, quando nulla se non la speranza e il coraggio potevano sopravvivere… che la città e il paese, allarmati di fronte al pericolo comune, andò avanti per incontrarlo”.

America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno delle nostre fatiche, ricordiamoci queste parole senza tempo. Con speranza e coraggio, affrontiamo ancora una volta le corrente gelide e sopportiamo le tempeste che possono venire. Che i figli dei nostri figli possano dire che quando fummo messi alla prova ci rifiutammo di terminare il nostro viaggio, che non ci tirammo indietro né inciampammo; e con gli occhi fissi sull’orizzonte e la grazia di Dio su di noi, portammo avanti quel grande dono della libertà e che lo consegnammo intatto e sicuro alle future generazioni.

Grazie. Dio vi benedica, e benedica gli Stati Uniti d’America.

(Traduzione di Arianna Luciani)

20 gennaio 2009

Primarie PD a Firenze

Sembra che le primarie del PD stiano raggiungendo il punto di massima confusione.

La data delle primarie é spostata dal 01 al 15 febbraio, da primarie di partito sono diventate di coalizione, forse la candidata Daniela Lastri si ritira, sembra che entri in corsa Michele Ventura...insomma se lavora bene e con gran lena, forse il PD riesce a perdere il Comune di Firenze.

Anche se ha dalla propria parte un'arma invincibile: la scelta dell'opposizione di NON vincere, la voglia di continuare con lo stato attuale.
Meno redditizio ma più comodo.

Technorati tags: PD

31 dicembre 2008

Auguri

TANTI AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI

28 dicembre 2008

Santo subito

Analisi forse un po' grossolana ma ineccepibile.

24 dicembre 2008

La lapide di Pier Santi Mattarella


La lapide all'entrata della Facoltà di Legge di Palermo.

Mi sembrava che la oscura e feroce violenza della lapide una volta si chiamasse mafia.

Technorati tags: Palermo, Mattarella

20 dicembre 2008

Cani randagi a Palermo


Sono rimasto impressionato dai cani randagi che ho visto nel recente tour a Palermo.
Non sembravano pericolosi e non erano nemmeno brutti.
Però vedere frotte di cani girovagare per i marciapiedi della città mi ha fatto impressione.

Technorati tags: Palermo

17 dicembre 2008

Le primarie PD a Firenze

I candidati delle primarie PD per le elezioni amministrative 2009 di Firenze.

I loro blog:
Graziano Cioni, Daniela Lastri, Lapo Pistelli, Matteo Renzi

16 dicembre 2008

La morte di Massimo Baldini

Il ricordo di Massimo Baldini da parte degli studenti della LUISS.

Technorati tags: Massimo Baldini

14 dicembre 2008

Le primarie PD a Firenze

A Firenze sono partite le primarie PD per la scelta del candidato da presentare alle elezioni amministrative 2009.
A primarie di partito già avviate si cambia e si passa alle primarie di coalizione.
Quindi non più primarie PD ma (forse) primarie della coalizione PD con SD, PRC...

Alcune riflessioni:

- a metà corsa si cambano regole (?);
- prima si vota il candidato di coalizione, poi si decide la coalizione e poi il suo programma.

...da ridere!

Technorati tags: PD

11 dicembre 2008

L'avvento dell'Alta Velocità


Il tabellone degli orari alla stazione ferroviaria di Firenze, con i numeri intercambiabili.
Ormai vuoto.

Già 30 anni fa, però, non ricordo di averne fatto grande uso quando ero in stazione.